Corporate Sustainability Senior Consultant in Message. Con l’arrivo in Message, dove ho avviato l’unità di consulenza sulla Sostenibilità d’Impresa, capitalizzo molteplici esperienze fatte in precedenza in ambito internazionale, accademico, aziendale e non profit: Program Manager per il network italiano dello UN Global Compact Compact; Dottorato di ricerca in sustainability management presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Junior Manager in Kinexia (energie rinnovabili e ambiente) dove mi occupavo di sviluppo internazionale e CSR; Laurea in Economia e Management delle PA e delle Organizzazioni Internazionali presso l’ Università Bocconi; Collaboratrice presso la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile dove oltre ad attività di ricerca e advocacy ero parte della Segreteria Organizzativa degli Stati Generali della Green Economy in Italia.

Sono da poco entrata a far parte di questa virtuosa community di esperti della sostenibilità in Italia ma conosco il CSR Manager Network e collaboro con diversi suoi membri da tempo. Approccio questa opportunità con grande energia e voglia di proattività, motivo per cui ho deciso di candidarmi a membro del Consiglio. In questi anni ho lavorato con numerose imprese italiane allo scopo di definire strategie di sostenibilità d’impresa e relative azioni di messa a terra progettuale. Ho partecipato come speaker a conferenze e ne ho organizzate altrettante con la volontà di creare momenti di confronto e dibattito sui temi legati ai 10 principi dello UNGC. Durante il dottorato ho concentrato le mie attività di ricerca sull'Agenda 2030 dell’ONU e il relativo business case per il settore privato, collaborando con università nazionali ed estere anche in veste di lecturer. Con la presente candidatura vorrei mettere a fattor comune quanto costruito fino ad ora. Le sfide che riguardano la sostenibilità d’impresa oggi richiedono risposte chiare e risolutive che non possono prescindere da una condivisione trasparente tra peer e da un dialogo fattivo con le istituzioni. L’emergenza sanitaria, la spinta normativa, la sensibilità crescente dei giovani, il riconosciuto “stakeholder capitalism”, rendono questo momento propizio per affermare che le scelte sostenibili non sono solo corrette ma anche strategiche in termini competitivi. Il cambiamento va guidato superando l’inerzia collettiva che da troppo tempo è servita a giustificare altre priorità e necessità in cima all’agenda privata e pubblica.