La sostenibilita come professione lightQual è il profilo più completo e aggiornato di chi oggi in Italia fa della CSR e della Sostenibilità la propria professione? Il CSR/Sustainability manager è una figura destinata a scomparire in seguito all’integrazione delle politiche di sviluppo sostenibile nelle imprese? Grazie a una ricerca su oltre 1.300 persone, elaborata in collaborazione con ALTIS Università Cattolica e l’Università degli Studi di Milano, e grazie alla raccolta di 28 casi studio da parte di altrettanti manager della sostenibilità associati al Network, il volume edito da Egea risponde a queste e a molte altre domande.

Con questo volume il CSR Manager Network intende valorizzare le conoscenze sviluppate in oltre quattordici anni di confronto tra i propri associati e promuovere una maggiore consapevolezza attorno alle professioni focalizzate attorno alla sostenibilità e alla CSR, rivolgendosi alle imprese, alle istituzioni e ai giovani che desiderano intraprendere questo percorso.

“Dal libro emerge un quadro della professione che è anche lo specchio di quanto le imprese si stiano sempre più organizzando per fornire soluzioni e rimuovere gli ostacoli allo sviluppo sostenibile.” – afferma Fulvio Rossi, Presidente del CSR Manager Network “E’ anche vero però che il 40% dei professionisti d’impresa lavora in un’azienda quotata, un dato che conferma come ancora oggi la grande azienda sia l’ambito dove si concentra  buona parte dei professionisti. Una delle sfide principali per l’affermazione dello sviluppo sostenibile in Italia è dunque il coinvolgimento delle piccole e medie imprese”.

Il professionista della CSR/sostenibilità oggi è donna - nel 62%  dei casi in media e nel 70% se si osservano i professionisti tra 25 e 40 anni -, con un elevato livello di formazione, per lo più di tipo multidisciplinare ma con una forte impronta manageriale e una consolidata esperienza lavorativa, data anche dall’età per lo più over 40 (il 38% degli operatori ha tra i 41 e i 50 anni e 1 su 4 ha più di 50 anni).

Se inizialmente i professionisti della CSR/sostenibilità erano visti come i tecnici dei bilanci di sostenibilità, oggi sempre più assumono un ruolo manageriale, ma con una componente tecnica ancora importante. La funzione manageriale si declina, per esempio, nell’implementazione di progetti di CSR/sostenibilità per il raggiungimento di obiettivi strategici che siano coerenti con il modello di business dell’organizzazione, nonché quando assume una posizione di leadership e di influenza promuovendo l’attenzione socio ambientale all’interno dell’organizzazione. Mette in campo le proprie competenze specialistiche occupandosi, tra le varie attività, di reporting, di individuazione dei rischi ambientali e sociali nella catena di fornitura, di progettazione di business model sostenibili, basati su prodotti/servizi con positivi degli impatti e rischi socio-ambientali.

Pur non avendo ancora, curiosamente, un nome che lo identifichi in maniera univoca in tutte le organizzazioni (“CSR specialist”, “Direttore sostenibilità e valorizzazione”, “Head of sustainability”, “Sustainability & risk manager”…), la sua figura è sempre più rilevante nella governance delle imprese e si trova alle dirette dipendenze del vertice aziendale, in un caso su 4 riportando al direttore generale (25,6%) e nel 22% dei casi direttamente al CEO. Questa rilevanza interna si riflette anche nel livello retributivo, in linea con figure di analogo livello e responsabilità in altre funzioni: il 22,6% ha una retribuzione annuale lorda (RAL) tra i 40.000 e i 59.999 euro.

Emerge dunque un ruolo crescente del manager della CSR/sostenibilità come consulente interno ad altre funzioni aziendali: uno sviluppo interessante che mette in evidenza come le altre funzioni da un lato inizino a sviluppare programmi di sostenibilità, dall’altro si affidino alle competenze e alla visione trasversale del CSR/sustainability manager, non fosse altro che per garantire una coerenza di approccio e di priorità a livello aziendale.

 

“Oggi quindi, ancor più che in passato, le competenze sviluppate dai professionisti della CSR/sostenibilità rappresentano un unicum nelle organizzazioni in cui operano e, in un panorama sempre più attento agli aspetti sociali e ambientali sono un’importante risorsa per il futuro.” – sottolinea Matteo Pedrini, Professore ordinario di Corporate strategy presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell’Area Ricerca di ALTIS  – “Assisteremo a un aumento delle iniziative a carattere sociale e ambientale da parte delle imprese che necessiterà di un attento e maggiore coordinamento. I professionisti della CSR/sostenibilità progressivamente passeranno da conoscenze tecniche a competenze sempre più legate alle strategie di sostenibilità, attivandosi per il coordinamento delle attività e dei contributi delle differenti funzioni aziendali e alla verifica dei risultati di sostenibilità conseguiti.”

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“LA SOSTENIBILITA’ COME PROFESSIONE”, Egea editore, a cura di Matteo Pedrini e Fulvio Rossi, con una prefazione di Mario Molteni. (243 pagine, 35€).

Il volume è distribuito nelle librerie Egea, l’ebook è disponibile qui

La CSR/sostenibilità per le aziende è una sfida che implica un cammino di rilevante e continuo cambiamento. Per gestire tale cammino, sempre più aziende si affidano professionisti della CSR/sostenibilità per promuovere lo sviluppo delle politiche sociali e ambientali dell’azienda.

Si ringraziano per il supporto: Costa Crociere, Terna, Unipol, Gruppo Acea, Gruppo CAP, Hitachi.

Nella prima parte del volume sono illustrati i risultati di due indagini sulle professioni legate alla CSR/sostenibilità condotte dai ricercatori di ALTIS Università Cattolica e dai ricercatori del Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano.

Nella seconda parte del testo è dato spazio a una serie di contributi e racconti diretti di esperienze di professionisti della CSR/sostenibilità attorno a sei aree tematiche: l’integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali; le soluzioni win-win: iniziative socio-ambientali e competitività; la misurazione e rendicontazione la sostenibilità: dietro il sipario; le politiche per la gestione responsabile dei collaboratori; le politiche per valorizzare la relazione con la comunità; la promozione del cambiamento verso la sostenibilità: favorire azioni di sistema. I casi studio: Bolton Food, Gruppo CAP, CIRFOOD, CNS, ENAV Group, Feralpi, Generale Conserve, Hitachi Rail STS, E.ON Energia, CNH Industrial, Humana, Unipol, Whirlpool, Hera, Iren, Lottomatica, Medtronic, Sara Assicurazioni, Acea, Air Plus International, Fiera Milano, Costa Crociere, Heineken Italia, Terna, ConsumerLab, Fondazione Sodalitas, Impronta Etica, Utilitalia.